Costruire un partenariato credibile in fase di sviluppo di proposta

Quando si elabora una proposta, da sottomettere per esempio in Horizon 2020, una delle fasi più complesse è la costruzione del partenariato.

Difatto, nel mio lavoro e in particolare durante i corsi di formazione una delle domande più ricorrenti è su come costruire un partenariato vincente. Considerate che modi di pensare, lavorare e agire devono entrare in gioco con l’obiettivo comune di realizzare un risultato che possa generare grande impatto nella società. Non è semplice, specialmente per chi all’interno del progetto svolge il ruolo di leader ed è quindi chiamato a coordinare un gruppo di persone di realtà ed estrazione scientifiche e geografiche spesso totalmente differenti.

In fase di costruzione del partenariato non spaventatevi perchè la difficoltà che riscontrerete è il primo elemento da tenere in considerazione.

Purtroppo non esistono ricette da seguire ne tanto meno dei tool che facilitano il lavoro. E’ necessario sudare e spesso anche inghiottire bocconi amari o scendere a compromessi per poter raggiungere un risultato accettabile.

Quello che invece si può fare è evitare errori o tenere in considerazione alcuni aspetti.

1. Idea scientifica e identificazione delle attività

Prima di tutto bisogna entrare nell’ordine delle idee che un partenariato deve essere costruito solo quando l’idea scientifica è ben definita. Il coordinatore deve avere una chiara visione di quali sono le attività da fare e quale invece le competenze da cercare. Sulla base di queste informazioni si comincia quindi ad identificare chi può ricoprire i ruoli necessari al corretto svolgimento del progetto. E’ utile ricordare che in un partenariato specialmente nelle proposte Horizon vige la regola non scritta della complementarietà. Immaginate quindi il consorzio come un puzzle dove ogni partner non deve essere il doppione di un altro nei ruoli ma incastrarsi con le attività e i ruoli svolti da qualcun’altro.

2. Attività di networking

Definite priorità è competenze inizia la fase di networking vero e proprio. Il mio suggerimento è quello di iniziare la ricerca dei partner dalla rubrica personale. In linea di massima questo è utile perché vi permette di contattare persone con cui almeno nel passato avete avuto una relazione lavorativa (fondamentale per avere un team di cui vi fidate, onde evitare spiacevoli sorprese).

Anche partecipare ad eventi tematici può essere utile. Brokerage, workshop o seminari hanno la caratteristica di concentrare in un singolo evento esperti di un determinato argomento. Inoltre, partecipando a questi eventi, avreste anche la possibilità di stabilire un contatto reale e non solo virtuale: utile per avere un’ idea del vostro interlocutore.

Altra strategia utile è di contattare chi istituzionalmente ha un contatto quotidiano e a livello europeo con gli attori scientifici della vostra comunità. Nel caso del programma Horizon per esempio potreste contattare il punto di contatto nazionale del tema di riferimento che potendo usufruire di una rete europea di supporto può contattare i suoi corrispettivi in altri paesi e cercare le competenze necessarie per la realizzazione del progetto.

A questi tre approcci si possono poi affiancare gli strumenti offerti dalla rete. Ovviamente consiglio di considerare questi quando i precedenti due prima elencati non hanno dato esito positivo. Molti sono i siti presenti in rete che vi danno la possibilità di ricercare profili scientifici o industriale di vostro interesse. Considerate anche l’opportunità di visionare i progetti già finanziati o in essere sullo steso vostro tema e chi ci lavora.

3. Attenzione a non farvi rubare l’idea

In conclusione un piccolo suggerimento: non dimenticate di far firmare una lettera di confidenzialità ai vostri potenziali partner qualora condividiate con loro l’idea di progetto.