I miei commenti su L’uomo di Marte

Viene considerato da molti il connubio perfetto tra Robinson Crusoe e Gravity. Prossimamente da questo libro avremo il film diretto da Ridley Scott con Matt Damon. Sto parlando di L’uomo di Marte, primo romanzo di Andy Weir ed edito in Italia da Newton Compton Editori.

Vi avevo annunciato qualche giorno fa che stavo cominciando a leggerlo. Ebbene adesso l’ho finito. In verità l’ho finito dopo una settimana ma fino ad oggi non ho avuto modo di scriverne un commento. Il fatto che però l’abbia finito in una settimana, se non meno, vi da la misura di quanto mi sia piaciuto. In effetti la trama ti prende, e anche molto, e non vedi l’ora di riaccendere l’ebook per scoprire cosa ha combinato il buon Mark Watney per salvarsi la pelle.

Il protagonista è fantastico. Di un’ironia al limite del paradossale. Non puoi fare a meno di fare il tifo per lui dopo appena poche pagine. Ad essere ingegnoso lo è sicuramente, anche se non so se tutto quello che elabora per salvarsi la vita sia realmente fattibile. Di certo, è di una sfiga colossale ma che prende sempre sportivamente.

Il linguaggio adottato è molto informale anche se alcune volte sono stato costretto a ricerche su internet per comprendere a pieno alcuni termini.

Tutto sommato sono molto entusiasta del libro e lo consiglio. Ora, non vedo l’ora che Ridley Scott ne produca il film.

TRAMA

Mark Watney è stato uno dei primi astronauti a mettere piede su Marte. Ma il suo momento di gloria è durato troppo poco. Un’improvvisa tempesta lo ha quasi ucciso e i suoi compagni di spedizione, credendolo morto, sono fuggiti e hanno fatto ritorno sulla Terra. Ora Mark si ritrova completamente solo su un pianeta inospitale e non ha nessuna possibilità di mandare un segnale alla base. E in ogni caso i viveri non basterebbero fino all’arrivo dei soccorsi. Nonostante tutto, con grande ostinazione Mark decide di tentare il possibile per sopravvivere. Ricorrendo alle sue conoscenze ingegneristiche e a una gran dose di ottimismo e caparbietà, affronterà un problema dopo l’altro e non si perderà d’animo. Fino a quando gli ostacoli si faranno insormontabili…

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