Il mistero delle macchie bianche su Cerere

Le immagini più dettagliate inviate dalla sonda spaziale Dawn della NASA, in orbita intorno al pianeta nano Cerere che sta nella fascia di asteroidi tra Marte e Giove, non hanno aiutato ha chiarire la natura delle misteriose chiazze bianche sulla superficie del piccolo mondo, già viste nelle immagini a minore risoluzione arrivate nei mesi scorsi.

Cerere oggi appare essere un corpo inattivo, la cui superficie è scolpita solo da crateri. La presenza di una significativa quantità di ghiaccio d’acqua nella sua composizione apre la possibilità che Cerere abbia o abbia avuto uno strato di acqua liquida al suo interno, per il quale è spesso usato il termine “oceano”. Osservazioni condotte con il telescopio Keck nel 2002, supportate da modelli numerici, suggeriscono che l’interno di Cerere sia differenziato, con un nucleo roccioso ricoperto da un mantello ghiacciato. Il mantello, spesso un centinaio di chilometri (rappresentando tra il 23 ed il 28% della massa di Cerere ed il 50% del suo volume), potrebbe contenere un volume d’acqua pari a 200 milioni di chilometri cubici, molto più della quantità complessiva di acqua dolce presente sulla Terra.

Le chiazze, fotografate in un cratere di 90 chilometri di impatto, potrebbero quindi essere semplicemente ghiaccio d’acqua portato in superficie da un impatto meteorico relativamente recente che ha trapassato e rimosso nei punti d’impatto la sottile crosta rocciosa sotto la quale si anniderebbe, appunto, un mantello d’acqua ghiacciata. A lungo andare l’accumulo naturale di polvere proveniente dallo spazio ricoprirebbe e cancellerebbe le macchie.

Capiremo forse meglio il mistero quest’agosto quando la sonda Dawn si avvicinerà maggiormente alla superficie del pianeta per poter catturare nuove e più dettagliate immagini.

Struttura_interna_di_Cerere-Schnitt