Per la Commissione europea l’economia circolare resta un’importante leva per la crescita

Ridurre, riusare e riciclare… seguendo questi tre principi, l’economia circolare offre alla società un nuovo modello per produrre e consumare differentemente rispetto al passato. Questo approccio rivoluzionario combina innovazione e crescita virtuosa ed è fortemente finanziato dalla EC anche attraverso Horizon 2020. La prima definizione di Economia Circolare risale al 1976. In una rapporto presentato alla Commissione europea, dal titolo “The Potential for Substituting Manpower for Energy”, Walter Stahel e Genevieve Reday delinearono la visione di un’economia circolare e il suo impatto sulla creazione di posti di lavoro, risparmio di risorse e riduzione dei rifiuti. La ricerca venne pubblicata nel 1982 nel libro Jobs for Tomorrow: The Potential for Substituting Manpower for Energy. Negli ultimi anni il termine è divenuto sempre più comune e l’espressione fa riferimento sia a una concezione della produzione e del consumo di beni e servizi alternativa rispetto al modello lineare (ad esempio attraverso l’impiego di  fonti energetiche rinnovabili in luogo dei combustibili fossili), sia al ruolo della diversità come caratteristica imprescindibile dei sistemi resilienti e produttivi. Attualmente, la maggior parte della nostra economia è ancora lineare e si basa su materie prime, risorse naturali ed energie fossili che una volta utilizzate vanno perse per sempre. Difatti il nostro sistema produttivo prevede l’estrazione della risorsa, l’utilizzo della stessa per realizzare un prodotto, successivamente questo prodotto viene utilizzato per poi trasformarlo in rifiuto quando non più utilizzabile. In un contesto di economia circolare invece il processo cambia. Si cerca di dare il maggior valore possibile alla materia prima e per farlo cambia il modo in cui viene disegnato e realizzato il prodotto. L’obiettivo è minimizzare l’input nel sistema di nuova materia prima e minimizzare la produzione di rifiuto non riciclabile. Per fare in modo che questo funzioni, è essenziale però che tutti gli attori, inclusi i consumatori, sono coinvolti in tutte le fasi della vita di un prodotto: dal suo design (eco-design) alla gestione del rifiuto o alla riparazione e riuso. Il concetto di Economia Circolare però non si applica solo alla produzione di un bene ma anche in altri contesti come per esempio l’utilizzo di una risorsa. Immaginiamo per esempio come l’acqua usata per l’irrigazione delle piante possa essere resa di nuovo disponibile dopo una fase di depurazione o riciclo per altri fini e rimessa quindi in ciclo. Continua a leggere su APRE Magazine.

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