La flop ten dei lavori scientifici ritirati nel 2014

Non tutte le ciambelle nascono con il buco ma spesso sono proprio le ciambelle a non vedere la luce. Insieme alle consuete top ten che vengono stilate per il fine anno, vale la pena leggere anche le flop ten. Per il 2014, la rivista The Scientist ne ha stilato una relativa ai 10 fallimenti scientifici dell’anno appena abbandonato.

Galileonet l’ha ripresa e digerita. Io ve la ripropongo:

  1. Le staminali di Obokata
    Si tratta di due lavori pubblicati sulle prestigiosissime pagine di Nature (questo e questo) dall’équipe del giapponese Hakuro Obokata, dell’Istituto Riken, in cui si discuteva di un metodo per produrre staminali pluripotenti indotte. Peccato che un’indagine interna dello stesso Riken abbia ravvisato, in entrambi gli articoli, “diversi errori critici” e l’impossibilità di riprodurre gli esperimenti descritti. Il che ha portato inesorabilmente al ritiro degli articoli da parte della rivista.
  2. Sangue fasullo
    In questo caso, la malafede dell’autore è evidente. Un ex-ricercatore della Iowa State University ha falsato i risultati di diversi esperimenti in modo tale che un vaccino sperimentale contro l’Hiv sembrasse più efficace di quanto non lo fosse realmente. In particolare, lo scienziato, Dong-Pyou Han, avrebbe scambiato sangue animale con sangue umano.
  3. Autocitazioni
    La pratica si chiama citation ring. Ed ha portato al ritiro, nel 2014, di ben 60 lavori scientifici pubblicati sulla rivista Journal of Vibration and Control. Uno degli autori, il taiwanese Peter Chen, avrebbe assunto identità false per firmare e citare più e più volte i suoi stessi lavori.
  4. Psicologia
    Questo lavoro ha avuto vita brevissima. È durato appena due settimane. Era stato pubblicato sui Proceedings of National Academy of Science ed era basato su un esperimento di psicologia condotto su utenti di Facebook. Peccato che i “partecipanti” non fossero stati avvisati: grave violazione di norme etiche e articolo ritirato.
  5. Generatore automatico
    Un software messo a punto da Cyril Labbé, della Joseph Fourier University, ha scritto (e inviato a due riviste) oltre 120 articoli scientifici completamente a caso. Evidentemente, gli articoli devono essere sembrati credibili agli editori, che ne hanno pubblicati una trentina. Naturalmente, quando Labbé ha raccontato tutto, gli articoli sono stati ritirati. Ma ormai la figuraccia era abbastanza irrimediabile…
  6. Conflitto di interessi
    Gli autori di un lavoro pubblicato sull’African Journal of Food Sciences sono stati costretti a ritirarlo dopo che un’azienda si è lamentata del fatto che l’articolo (che trattava di coltivazioni di tapioca) stesse danneggiando i suoi affari. Una vicenda che certamente fa sorgere qualche sospetto sull’indipendenza della ricerca in questione.
  7. Chi ha paura degli Ogm?
    Il suo lavoro, pubblicato originariamente nel 2012, era già stato ritirato l’anno successivo. Ma nel 2014 Gilles-Eric Sèralini ci ha provato ancora, riproponendo l’articolo in cui collegava organismi geneticamente modificati e insorgenza malattie nei ratti. Peccato che la rivista che lo ha ripubblicato non l’abbia sottoposto a revisione dei pari.
  8. Dati manipolati
    Un lavoro pubblicato da Jens Foster, a tema psicologia sociale, è stato ritirato a novembre perché il suo autore avrebbe manipolato i risultati dei suoi esperimento. Foster ha sempre negato tutto. Ma l’articolo è ancora off.
  9. Ancora staminali
    La rivista Circulation ha ritirato uno studio del 2012 per il sospetto che gli autori, tra cui il cardiologo Piero Anversa, avessero manipolato i dati. E gli editori di Lancet hanno espresso “preoccupazione” per un altro lavoro dello stesso gruppo di ricerca. Sulla faccenda, comunque, non è stata ancora detta l’ultima parola.
  10. Altro che pari
    Last but not least: il prestigioso editore Elsevier ha ritirato ben 16 lavori di un ricercatore, Khalid Zaman, dopo aver acclarato che aveva falsificato il processo di peer review degli articoli.