L’importanza del blog nella comunicazione scientifica

Lo davano per morto ma non lo è. Uno dei trend più pubblicizzati dell’era web 2.0 è la crescita registrata dai blog e l’importanza del loro ruolo come mezzi d’informazione in apparenza liberi ed indipendenti.

In realtà le homepage personali (o dette anche personal landing page) sono note dagli inizi del web, mentre i diari personali e gli editoriali quotidiani sono popolari da molto prima. Eppure, solo negli ultimi anni i blog hanno visto una crescita letteralmente esponenziale. Secondo il famoso informatico statunitense Rich Skrenta uno dei fattori che ha fatto la differenza è stata la tecnologia RSS, un’architettura fondamentale del web che non solo consente non solo di collegarsi a una pagina, ma permette anche di “abbonarsi” ad essa, in modo da ricevere un avviso ogni volta che la pagina viene modificata. Un feed RSS è quindi molto più potente di un link (sia esso un bookmark o un link a una singola pagina) perché permette di essere sempre sincronizzati a website dinamici come i blog.

La crescita deI fenomeno blog naturalmente non è da ascrivere soltanto all’adozione della nuova tecnologia RSS ma anche alla loro capacità che hanno di fare di Internet un medium «informale per idee informate, anarchico, commercialmente ingenuo e affascinante» – così come sostiene Jeremy Wagstaff – all’interno del quale si può pubblicare di tutto: pensieri, idee, opinioni, studi, ricerche, informazioni, notizie, curiosità, link, storie e articoli.

Nonostante sia una homepage personale strutturata in forma di diario, non bisogna sottovalutare l’aspetto sociale del blog: il blog rappresenta anche un potente strumento che mette in connessione diretta un autore con la sua audience e forse soprattutto, un luogo in cui navigatori con interessi comuni possono incontrarsi e scambiarsi opinioni.

A seconda dello stile, del formato e del contenuto i blog possono differenziarsi molto fra di loro, ma tutti rappresentano uno spazio per la riflessione condivisa grazie alla diffusione di materiale che va dal testo, alle immagini, dai filmati al sonoro.

I blog scientifici sono descritti di solito come blog che focalizzano la propria attenzione sulla scienza o più specificatamente sui risultati della ricerca e che sono di solito gestiti da scienziati o da giornalisti scientifici.

I bloggers scientifici, siano essi ricercatori o più semplicemente giornalisti, hanno la possibilità di:

  • Informare i propri lettori circa le news provenienti dal mondo della scienza
  • Spiegare materie complicate per renderle comprensibile anche ai meno esperti
  • Analizzare i risultati di una ricerca e sostenere i lavori scientifici svolti
  • Articolare la propria posizione rispetto a materie controverse.

Attualmente una buona parte di esperti del settore considerano i blog scientifici come un nuovo modello di giornalismo scientifico, e più nello specifico, come un potente tool che può essere usato dalle istituzioni accademiche per disseminare informazione scientifica e facilitare la conversazione circa la scienza.

Un altro gruppo, non meno, cospicuo di esperti del settore è convinto invece che i blog non rappresentino il modello emergente della comunicazione scientifica. Il loro limite sarebbe da identificare nella caratteristica peculiare di un blog: la sua unicità. Un blog, infatti, rappresenta spesso la mano di chi lo scrive: il pensiero dell’autore, il suo punto di vista e le sue affiliazioni politiche-religiose non sono mai nascoste ma anzi diventano la caratteristica preponderante del blog.

Nonostante tutto questo, la comunicazione scientifica attraverso il blog sembra godere di buona salute. Quando si tratta di scienza, infatti, gli italiani si affidano sempre più all’informazione che proviene direttamente da ricercatori e istituzioni di ricerca; spesso veicolate attraverso i blog.[4].

Il segreto del successo dei blog è da identificare probabilmente nella loro capacità di superare il deficit model della divulgazione scientifica. Un blog ha la capacità, infatti, di trasformare la comunicazione della scienza dalla semplice promozione della comprensione dei fatti scientifici, (secondo quanto indica il PUS), ad una partecipazione del pubblico secondo quanto indicato dal “Public Engagement with Science and Technology” (PEST). Basti pensare al valore aggiunto offerto dai commenti. Quando un ricercatore pubblica una news sul proprio blog, gli utenti possono rispondere alla notizia. Il commento in questo caso rappresenta un feedback che l’autore del blog può utilizzare per ricalibrare il messaggio inviato o crearne nuovi basati sui bisogni di chi lo segue di chi lo segue. Attraverso l’interazione e il dibattito si instaura un flusso bidirezionale dell’informazione che va al di là della mera diffusione di concetti scientifici e che rende protagonista non solo chi legge, ma anche chi scrive. In quest’ottica, anche la mancanza di commenti rappresenta un chiaro segnale: nel caso non riceva feedback dai lettori è possibile che il messaggio non abbia raggiunto il bersaglio o non sia stato recepito dal destinatario. In quel caso, allora, l’autore del blog sarà chiamato a riformulare il modo con cui l’informazione è stata data al proprio pubblico per renderla maggiormente fruibile.

I blog scientifici, a seconda della linea editoriale che il proprio autore (o più autori nel caso di blog collaborativi) vuole seguire, possono differenziasi in:

  • Blog di rassegna e di segnalazione: lo scopo principale è di segnalare notizie o risorse reperibili sul web dedicati alla scienza in generale o a specifici ambiti disciplinari.
  • Blog di commento: gli articoli sviluppati hanno l’obiettivo di illustrare il punto di vista dell’autore su un determinato argomento.
  • Blog di narrazione: l’autore attraverso il blog racconta la cronaca personale della sua attività di laboratorio. Spesso è scritto in prima persona e lo stile è di tipo diaristico.
  • Blog di progetto: l’autore o gli autori raccolgono e distribuiscono informazioni su un determinato progetto.