Nature Communications si converte all’Open Access

Un altro tassello si incastra nel vasto mosaico dell’Open Access. Dal 20 ottobre 2014, infatti, anche Nature Communications ha deciso di pubblicare gli articoli, in formato Open Access a seguito del pagamento di una quota da parte dell’autore (APC – Article Processing Charge).

Agli articoli inoltre sarà attribuita la licenza Creative Commons Attribution (CC BY), che dovrebbe garantire il massimo riuso del materiale pubblicato, proprio come voluto dallo spirito dell’Open Access.

La scelta di Nature Communications non è stata casuale. Da un lato infatti il gruppo editoriale ha notato che gli articoli pubblicati in Open Access risultano più scaricati e più letti (questa se permettete è quasi un’ovvietà). Dall’altro lato però la scelta è stata diretta conseguenza della politica adottata da buona parte dei più grossi programmi pubblici di finanziamenti alla ricerca. Il programma europeo di finanziamento alla ricerca e all’innovazione Horizon 2020 obbliga, per esempio, i beneficiari di un grant a pubblicare i risultati della propria ricerca (tranne se protetti al fine di acquisire un brevetto) in Open Access.

Da qui, il cambio di orientamento di alcune riviste scientifiche che per adattarsi ad una politica di diffusione dei risultati in mutazione hanno deciso di virare all’Open Access.

Maggiori informazioni sono accessibili al seguente link: http://www.nature.com/authors/open_access/funding.html

 

Un pensiero su “Nature Communications si converte all’Open Access

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