Open Access: quale strada in Horizon 2020?

Uno dei canali di disseminazione maggiormente utilizzato dal mondo accademico è la pubblicazione scientifica, che permette al ricercatore di diffondere i risultati di una propria ricerca nella comunità a cui afferisce.

La Commissione Europea, sempre sensibile ai temi della comunicazione e disseminazione dei risultati al fine di massimizzare l’impatto delle risorse pubbliche investite, ha deciso sin dal principio del programma di rendere disponibili in modalità accesso aperto – anche detto Open Access – le pubblicazioni scientifiche elaborate nell’ambito di progetti di ricerca finanziati da Horizon 2020.

La decisione è stata presa dopo una sperimentazione condotta in alcuni temi del 7PQ, che ha portato buoni risultati. L’accesso aperto non è fine a sé stesso, bensì uno strumento per facilitare e migliorare la circolazione dell’informazione scientifica di qualità nello Spazio della Ricerca Europea (ERA) e anche oltre. Già nel 2012, nelle Raccomandazioni per l’accesso e la conservazione dell’informazione scientifica, la Commissione ha richiesto agli Stati Membri di dotarsi di repository, cioè di archivi digitali online, per il deposito, l’accesso e la conservazione di risultati e dati di ricerca, e di allineare le politiche e le infrastrutture nazionali per implementare pienamente l‘OA.

L’accesso aperto riguarda la libera circolazione online dei risultati della ricerca scientifica, senza restrizioni sul riuso, purché sia attribuita la paternità dell’opera. In particolare, quando si parla di accesso aperto si fa riferimento ad articoli soggetti alla valutazione dei pari (pubblicazioni scientifiche periodiche peer-reviewed) pubblicati a conclusione di una ricerca finanziata, principalmente con fondi pubblici.

L’accesso aperto riguarda inoltre i dati della ricerca (underlying data) che sono stati raccolti o generati ed elaborati durante una ricerca e che sono alla base della pubblicazione scientifica nella quale vengono presentati e discussi.

L’Open Access in Horizon 2020

Nel modello generale del Multi-beneficiary Grant Agreement definito in Horizon 20207, precisamente nell’articolo 29.2 dedicato alla disseminazione degli articoli peer reviewed (definiti pubblicazioni scientifiche), viene esplicitamente richiesto che:

  • sia depositata in un archivio aperto per la pubblicazione scientifica al più presto possibile (al più tardi al momento della pubblicazione dei risultati della ricerca) una copia elettronica (elaborabile utomaticamente) della versione pubblicata e liberamente accessibile (strada aurea) o la versione finale accettata per la pubblicazione, dopo la valutazione dei pari/peer reviewing (Green Road);
  • sia garantito l’accesso aperto alla versione depositata nell’archivio, aperto al più tardi al momento della pubblicazione, nel caso in cui la versione elettronica sia ad accesso aperto (Gold Road) cioè resa liberamente disponibile dall’editore in quanto si tratta di un articolo pubblicato su una rivista ad accesso aperto, o in una rivista ibrida in cui singoli articoli sono ad accesso aperto (vedi sopra riviste ibride). In tutti gli altri casi, cioè quando l’articolo non è stato pubblicato in una rivista ad accesso aperto, bensì in una rivista basata ancora sul modello degli abbonamenti, l’articolo dovrà essere disponibile ad accesso aperto nella versione post print (vedi strada verde), entro 6 mesi dalla pubblicazione nel caso delle discipline tecnico-scientifiche entro 12 mesi per le scienze sociali e umanistiche.

In pratica, quando in fase di scrittura della proposta da sottomettere in Horizon2020 prevediamo in fase di svolgimento del progetto l’elaborazione di una pubblicazione scientifica dobbiamo prevedere di pubblicarla in Open Access e nello specifico, adottando una delle due strada di seguito elencate: la “Green Road” e la “Gold Road”.

  • La green road prevede che la versione finale dell’articolo accettato per la pubblicazione, cioè una volta superato il vaglio dei pari, e quindi comprensivo di tutte le modifiche richieste dalle attività di peer reviewing, ma non ancora formattato dall’editore (nota anche come versione di post-print o author’s accepted manuscript) sia depositato in un archivio aperto, istituzionale o disciplinare. Tale pratica, chiamata anche auto-archiviazione o ripubblicazione, è accettata dalla maggior parte degli editori i Il deposito del post print può avvenire al momento della pubblicazione o dopo un periodo di embargo; ciò dipende dalle politiche degli editori.
  • La gold road prevede che l’articolo scientifico peer-reviewed sia pubblicato in una rivista ad accesso aperto o in una rivista che contempli la pubblicazione ad accesso aperto di singoli articoli (rivista ibrida). In entrambi i casi i diritti d’autore non vengono ceduti agli editori, sono mantenuti dagli autori e specifiche licenze regolano l’uso e il riuso di questi articoli da parte dei lettori (per es. Licenze Creative Commons)