Scienza e tv: un rapporto tormentato.

Nei palinsesti delle tv generaliste italiane, il numero dei programmi dedicati alla scienza sta calando e sono spesso confinati negli spazi di nicchia: negli orari più strani, sulle reti meno pregiate, nella programmazione estiva. È vero che, nel frattempo, è cresciuta l’offerta di scienza sui canali satellitari ma questi sono spesso tematici e parlano solo a chi è già interessato alla scienza: alla nicchia, cioè, dei già convinti.
Nello stesso tempo, sulle tv generaliste negli ultimi anni trovano sempre maggiore spazio programmi sui misteri e sulla parascienza, una tendenza che ha portato alla nascita in Italia di prodotti editoriali come “Mistero”, “Voyager – Ai confini della conoscenza” e “Fenomenal”. In breve tempo, questi programmi sono stati spostati sulle reti più rappresentative ed in prima serata rubando spazio alle trasmissioni scientifiche, con ricadute da un punto di vista sociale importanti.
Le trasmissioni propriamente scientifiche sulle tv generaliste hanno il compito, infatti, di coinvolgere l’intera popolazione per costruire una conversazione comune a tutto il Paese. Inoltre, rappresentano un’ottima vetrina per la ricerca italiana che altrimenti hanno molta difficoltà a trovare spazio sui canali satellitare.
I programmi televisivi sui misteri e sulla parascienza, invece, anche se non hanno le caratteristiche e le proprietà di una trasmissione propriamente scientifica, ne condividono con essa gli stili divulgativi. Questo confonde spesso il pubblico di cultura medio bassa, convinto di guardare un programma scientifico: seppure il messaggio veicolato è spesso fantasioso e non reale.
Il motivo che ha spinto le televisioni italiane a investire maggiormente in trasmissioni pseudoscientifiche a discapito di quelle propriamente scientifiche è, probabilmente, di tipo economico. Gli editori, infatti, sono sempre molto attenti ai dati auditel, un indice di valutazione importante nella corsa agli ascolti. In pratica, in un puro contenitore pubblicitario come può essere considerata la televisione moderna, maggiori saranno gli ascolti, maggiori saranno gli introiti per una pubblicità collocata durante il programma. In quest’ottica un programma che fa leva su temi tra il fantascientifico e il mistico riesce ad avere più presa sul pubblico rispetto ad un programma tipicamente scientifico. Il primo, infatti, non ha la necessità di prestare attenzione all’attendibilità scientifica è può, quindi, investire tutte le risorse solo sull’aspetto divulgativo. Al contrario uno dei grandi limiti con cui un autore di programmi scientifici deve confrontarsi è la capacita di coniugare, in un buon compromesso comunicativo, l’attendibilità scientifica con una divulgazione comprensibile ed efficace. In quest’ottica un programma di pseudoscienza è di più facile creazione ed ha più presa sul pubblico perché il rapporto prima descritto è totalmente sbilanciato verso l’aspetto divulgativo mentre la veridicità scientifica è in alcuni casi totalmente omessa.