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Alcuni dati sulla partecipazione europea in Horizon 2020 per il tema ambiente

The beginning of 2017 can be considered as a proper time to look back at Horizon 2020 participation, as the programme is in the middle of its duration. In this article, we concentrate on the basic characteristics of participation in Societal Challenge 5: Climate action, environment, resource efficiency and raw materials (SC5). Analysed data is…

via Participation in the environmental area of H2020 — NCPs CaRE

Come cambia il clima con Donald Trump

La recente elezione a presidente degli Stati Uniti di Donald Trump non ha gettato scompiglio sostanto nella scena politica mondiale ma anche all’interno della comunità scientifica. Molti si interrogano, infatti, su quale sarà la posizione che il tycoon americano vorrà adottare in relazione alle politiche sul cambiamenti climatici.

I messaggi inviati da Trump in campagna elettorale non sono incoraggianti, basti ricordare il Twitter in cui affermava che il cambiamento climatico non era altro che una macchinazione orchestrata dal governo cinese per rendere le industrie americane meno competitive. (altro…)

Su Marte ruscelli di acqua salata. Uno studio Nasa li ipotizza.

Negli ultimi giorni Marte è risalita agli onori della cronaca grazie al film di prossima programmazione Sopravvissuto – The Martian interpretato da Matt Damon e diretto da Ridley Scott. Con questa notizia il pianeta rosso rischia ora di divenire una dei protagonisti assoluti nella programmazione mediatica delle prossime settimane (penso sia la prima volta che la scienza usi il cinema come cassa di risonanza).

Un articolo pubblicato su Nature Geoscience da Lujendra Ojha del Georgia Institute of Technology spiegherebbe il ciclo di alcune “impronte” di sali che si formano solo in presenza di acqua in piccoli canali scavati nelle pareti delle rocce attraverso la regione equatoriale del pianeta rosso.

La domanda da porsi ora è: abbiamo veramente scoperto l’acqua su Marte?

L’astrofisico dell’Accademia dei Lincei Giovanni Bignami spiega su La Stampa in cosa consista l’annuncio della Nasa: «In verità no, è stata osservata la sicura presenza di sali idrati, tracce di colate che ci dicono che deve essere scorsa dell’acqua liquida nella quale erano presenti sali. È importane sottolineare come l’acqua possa risalire solo al passato perchè su Marte, con un’atmosfera così sottile e a quelle temperature, non può esistere acqua liquida. Al massimo può esistere per pochi minuti dato che evapora poco dopo. Comunque l’osservazione fatta si tratta di un’eccellente conferma di quanto già trovato in passato. Non so se definirla una grande scoperta» (altro…)

Il Blu Growth in Horizon 2020: occhio al Mediterraneo

Nei prossimi due anni la Commissione attraverso Horizon 2020 ha stanziato ben 129 milioni di euro per progetti legati al Blu Growth. Ne ho parlato due giorni fa all’OGS in un intervento dove ho illustrato i topic dedicati a questa importante strategia a lungo termine che ha l’obiettivo di sostenere una crescita sostenibile nei settori marino e marittimo. La strategia riconosce che i mari e gli oceani rappresentano un motore per l’economia europea, con enormi potenzialità per l’innovazione e la crescita, e rappresenta il contributo della politica marittima integrata al conseguimento degli obiettivi della strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.

Per i ricercatori italiani impegnati nello studio dei mari e degli oceani questa è senza dubbio un’ottima opportunità. Se poi, sfogliando il draf dei piani di lavoro appena pubblicati, notiamo che un filone di questo finanziamento è dedicato al Mediterraneo, allora l’opportunità diviene davvero ghiotta. Due sono nello specifico i topic sul mar Mediterraneo, per un totale di 11 milioni di euro:

  • BG-12-2016: Towards an integrated Mediterranean Sea Observing System
  • BG-13-2016: Support to the BLUEMED Initiative: Coordination of marine and maritime research and innovation activities in the Mediterranean

In particolare il secondo topic fa riferimento all’iniziativa nata sotto la presidenza Italiana BLUEMED, iniziativa a guida italiana che mira a promuovere un strategia condivisa per sostenere la crescita sostenibile dei settori marino e marittimo nei Paesi europei del Mediterraneo.

Che aria respiriamo in Europa?

Europa unita per la prima volta anche per partecipare a uno studio decennale (che ha interessato oltre 60 stazioni di misurazione atmosferica) sulla rilevazione della composizione fisica e chimica dell’aria che respiriamo. Alla ricerca, condotta da J.-P. Putaud e colleghi, hanno partecipato per l’Italia, oltre alla stazione di rilevazione dell’Ispra, anche due istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche: l’Istituto di Scienze dell’Atmosfera (ISAC) di Bologna e l’Istituto per l’Inquinamento Atmosferico (IIA) di Montelibretti (RM). (altro…)