Il retaggio dei Neanderthal

E se nel nostro DNA conservassimo un pezzettino di materiale genico dell’uomo di Neanderthal? Questa è stata, forse, la domanda che ha ossessionato la maggior parte dei paleo-antropologi quando, nel 2006, gli scienziati di due centri di ricerca, il Max Plank Institute for Evolutionary Anthropology di Leipzig, in Germania, e il Department of Energy Joint Genome Institute di Walnut Creek, in California, riuscirono per la prima volta a decifrare l’impronta del DNA nucleare estratto da un fossile di 38000 anni fa (rinvenuto in una grotta in Croazia) dell’ultimo antenato dell’essere umano moderno. I due studi, pubblicati dai distinti gruppi di ricerca rispettivamente su Nature e su Science, hanno segnato una svolta per le conoscenze relative all’uomo di Neanderthal.

Prima di allora le uniche informazioni su base genetica disponibili provenivano, infatti, dal sequenziamento del DNA mitocondriale (mDNA) di 12 ominidi di Neanderthal. A differenza però del DNA nucleare, che è trasmesso da entrambi i genitori, l’mDNA è trasmesso alla prole solo per via materna e non è in grado di rivelare con certezza se vi è stato un incrocio tra l’Homo sapiens e l’Homo neanderthalensis. (altro…)

Uomo, fisico da corridore e passo da maratoneta

Quando si tratta di camminare per lunghe distanze la specie umana non ha rivali. I risultati di uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology e condotto dall’Università statunitense dello Utah (Christopher Cunningham e David Carrier) in collaborazione con l’Università tedesca di Jena, (Nadja Schilling e Christoph Anders) dimostrano infatti che, atterrare sul tallone durante la camminata è, in termini di efficienza energetica, vantaggioso rispetto a camminare sui metatarsi o sulle dita.

Gli esseri umani, le grandi scimmie (come i gorilla, gli scimpanzé e gli oranghi) e gli orsi sono tra i pochi animali che, quando camminano, prima poggiano sul suolo il tallone e poi spostano il peso del proprio corpo sul metatarso e, successivamente, sulle dita dei piedi. A questo rullaggio tallone-pianta-avampiede, altri animali preferiscono invece altre tecniche che garantiscono una maggiore efficienza nella corsa: cani e gatti poggiano prima il metatarso; cavalli, cervi e ungulati direttamente le dita. (altro…)