Quando l’ideologia condiziona la ricerca

Sono le uniche pluripotenti, dunque sono fondamentali per la ricerca biomedica. Eppure l’eventualità di manipolare le cellule staminali embrionali umane ha sollevato, in Italia, un aspro dibattito etico, sfociato in una serie di restrizioni che, sul piano della ricerca, ci collocano in una posizione di svantaggio rispetto ad altre nazioni. Gilberto Corbellini, storico della medicina alla Sapienza Università di Roma, spiega perché la comunità scientifica italiana non è stata in grado di imporsi e far valere le proprie ragioni nel dibattito sulle cellule staminali embrionali.

Professore, è necessario fare una distinzione etica tra cellule staminali adulte ed embrionali? 

“La distinzione è irreprensibile dal punto di vista biologico. Semmai si può discutere se si debba dare lo stesso valore morale a una blastocisti derivata dalla fecondazione di due gameti e a quella derivata dal trasferimento di un nucleo somatico in un oocita enucleato, perché scaturiscono da processi diversi. Ma sono questioni di lana caprina. Che vengono sollevate quando religione e metafisica prevalgono sul buon senso. E pensare che la legge inglese che vieta la clonazione è stata emanata proprio per consentire di clonare embrioni: un’altra civiltà. In Italia siamo dei trogloditi sul piano giuridico. E non solo su quello”. (altro…)