Travelers: i miei commenti su questa Serie TV

Ieri ho finito di vedere la prima stagione di Travelers. Creata da Brad Wright per Showcase e Netflix e dispobile sulla medesima piattaforma online, questa serie TV racconta la storia di alcuni viaggiatori che vengono spediti indietro dal futuro per eliminare all’origine alcuni problemi che sconvolgeranno la loro epoca. Fin qui nulla di nuovo e in linea con tutte le serie TV che hanno a che fare con i viaggi del tempo (vedi per esempio 12 Monkeys). La novità sta nel mezzo con cui questi viaggiatori tornano nel passato. Difatti non si trasferiscono nel 21° secolo fisicamente ma solo “spiritualmente” andando ad occupare il corpo di persone che sarebbero morta da lì a qualche secondo per cause accidentali. Parte della serie quindi si dipana sulle sfide che i protagonisti devono affrontare per abituarsi ad un nuovo corpo che già da anni era inserito in una dinamica sociale ben consolidata. Ed è questo il vero punto di forza di Travelers.

In generale la serie TV presenta, infatti, una narrativa debole con l’assenza di un vero e proprio climax se non nelle ultime 4 o 5 puntate. I dialoghi sono senza infamia e senza lode e le musiche non aiutano. Insomma, Travelers non è quella serie TV che ti tiene incollato allo schermo creantodi quella impellente necessità di vedere la prossima puntata. Da Brad Wright co-creatore della serie televisiva Stargate SG1 e di Stargate Atlantis (che di nottate me ne ha fatte fare) mi sarei aspettato di più. La mia valutazione però non è negativa perchè gli elementi positivi superano sicuramente quelli negativi e tutto sommato la visione è piacevole.

In definitiva le potenzialità ci sono tutte per una seconda buona stagione, che al momento non è stata ancora confermata dai produttori.