Uomo, fisico da corridore e passo da maratoneta

Quando si tratta di camminare per lunghe distanze la specie umana non ha rivali. I risultati di uno studio pubblicato sul Journal of Experimental Biology e condotto dall’Università statunitense dello Utah (Christopher Cunningham e David Carrier) in collaborazione con l’Università tedesca di Jena, (Nadja Schilling e Christoph Anders) dimostrano infatti che, atterrare sul tallone durante la camminata è, in termini di efficienza energetica, vantaggioso rispetto a camminare sui metatarsi o sulle dita.

Gli esseri umani, le grandi scimmie (come i gorilla, gli scimpanzé e gli oranghi) e gli orsi sono tra i pochi animali che, quando camminano, prima poggiano sul suolo il tallone e poi spostano il peso del proprio corpo sul metatarso e, successivamente, sulle dita dei piedi. A questo rullaggio tallone-pianta-avampiede, altri animali preferiscono invece altre tecniche che garantiscono una maggiore efficienza nella corsa: cani e gatti poggiano prima il metatarso; cavalli, cervi e ungulati direttamente le dita.

Lo studio è stato condotto grazie a 27 volontari, la maggior parte dei quali atleti dai 20 ai 40 anni. Ciascuno è stato sottoposto a sessioni di corsa e camminata su un tapis roulant secondo tre diverse tecniche: poggiando prima i talloni, mantenendo i talloni leggermente elevati o poggiando le punte e mantenendo i talloni ancora più sollevati.

Nel corso dei test, gli scienziati hanno misurato il consumo di ossigeno e la forza esercitata sulla superficie del tappeto. Ne è risultato che camminare con il tallone leggermente sollevato costa il 53% di energia in più rispetto a poggiare prima il tallone; e che camminare in punta di piedi è ancora meno conveniente.

La ricerca consente di fare un po’ più di luce sui motivi per cui l’evoluzione ha favorito, negli uomini, questo tipo di deambulazione. Il rullaggio tallone-pianta-avampiede si affermò in un antenato comune all’homo sapiens, all’orangutan, al gorilla e allo scimpanzé perché probabilmente garantiva una maggiore stabilità ed una maggiore torsione e spinta durante i combattimenti. E, dal momento che garantiva un minore dispendio di energia in fase di camminata, aiutò poi i primi cacciatori-raccoglitori nelle lunghe ricerche di cibo.

Fonte: Eureka Alert