Pubblicati i primi risultati sull’attuazione del piano d’azione sull’economia circolare

La Commissione europea ha pubblicato lo scorso 4 marzo una relazione completa sull’attuazione del piano d’azione per l’economia circolare adottato nel dicembre 2015. La relazione presenta i principali risultati dell’attuazione del piano d’azione e delinea le sfide aperte per spianare la strada verso un’economia circolare competitiva e a impatto climatico zero, in cui la pressione sulle risorse naturali e di acqua dolce e sugli ecosistemi sia ridotta al minimo.

Tutte le 54 azioni previste dal piano varato nel 2015 sono state attuate o sono in fase di attuazione. Ciò contribuirà a rafforzare la competitività dell’Europa, a modernizzare la sua economia e la sua industria per creare posti di lavoro, a proteggere l’ambiente e a generare una crescita sostenibile.

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Le opportunità di finanziamento a livello europeo dell’Economia Circolare

La presentazione fatta per l’intervento all’evento “Closing the loop”, uno degli eventi italiani, e l’unico marchigiano, promosso dalla Regione Marche insieme alla Fondazione Cluster Marche ed Eurocube nell’ambito della EU Industry Week (iniziativa annuale della Commissione Europea che nasce come occasione di confronto sulla strategia europea di politica industriale ed ha l’obiettivo di migliorare la competitività dell’intero Sistema Europa)

L’economia circolare è realtà: UE, nuove regole per il riciclo dei rifiuti

Parliamo di Economia Circolare con Luca Campadello, Projects & Researches Manager di Ecodom, il principale consorzio italiano per il recupero e riciclaggio dei rifiuti elettronici.

D. Il Parlamento Europeo ha da poco approvato le Direttive sull’economia circolare che segneranno la strada da percorrere per i prossimi 15 anni, potresti darci una definizione di Economia Circolare e quali sono gli elementi principali che la differenziano da un’economia lineare?

R. Economia circolare è una nuova maniera di immaginare prodotti e processi di produzione virtuosi, poco impattanti, equi e ad alto valore sociale e territoriale. Il modello propone un approccio che tenga in considerazione l’intero ciclo di vita. Gli elementi principali sono l’attenzione ad ogni fase: partendo dalla progettazione fino alle attività di consumo, riutilizzo e riciclaggio.

D. In questo scenario in continua evoluzione come si colloca l’Italia? Si partirà da zero oppure esistono già esperienze di economia circolare?

R. In Italia esistono già numerose esperienze – piccole e grandi, di realtà profit e non profit – che hanno saputo “inventare in chiave circolare” prodotti, processi di produzione o modalità di erogazione dei servizi. Da dicembre 2017, per esempio, Ecodom ha lanciato il progetto “Storie di economia circolare”: la prima iniziativa che intercetta, mappa, sistematizza e racconta le migliori
esperienze di Economia Circolare in Italia. Una piattaforma web gratuita, geo-referenziata e interattiva che raccoglie e vuole raccogliere, per ciascun settore economico, le imprese, le associazioni, gli enti di ricerca e le pubbliche amministrazioni impegnate ad applicare in Italia i principi dell’economia circolare. L’obiettivo è mettere in rete tutte queste organizzazioni per aumentare le potenziali sinergie e la loro visibilità; l’aspetto innovativo è la mappatura partecipativa: gli utenti possono chiedere l’inserimento di altre realtà utilizzando un apposito formulario. Ad oggi, l’Atlante conta più di 150 storie virtuose di economia circolare.

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