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Come cambia il clima con Donald Trump

La recente elezione a presidente degli Stati Uniti di Donald Trump non ha gettato scompiglio sostanto nella scena politica mondiale ma anche all’interno della comunità scientifica. Molti si interrogano, infatti, su quale sarà la posizione che il tycoon americano vorrà adottare in relazione alle politiche sul cambiamenti climatici.

I messaggi inviati da Trump in campagna elettorale non sono incoraggianti, basti ricordare il Twitter in cui affermava che il cambiamento climatico non era altro che una macchinazione orchestrata dal governo cinese per rendere le industrie americane meno competitive.

The concept of global warming was created by and for the Chinese in order to make U.S. manufacturing non-competitive. Donal Trump

Secondo un’analisi della rivista Science e di altri giornali, le posizioni di Trump sul cambiamento climatico e sulle politiche di protezione dell’ambiente potrebbero avere importanti conseguenze sia sull’accordo sul clima di Parigi, raggiunto nel dicembre 2015 durante la Conferenza mondiale sul clima, nota anche come Cop21, sia sul Clean Power Plan dell’amministrazione Obama, un piano nazionale per ridurre le emissioni di gas serra prodotte dalle centrali elettriche alimentate a carbone.

In realtà il neo presidente sta già prendendo le distanze da tante promesse fatte in campagna elettorale soprattutto quella relativa alla riabilitazione delle energie fossili. Intervistato dal New York Time, tra le altre cose si è dimostrato “aperto” a trovare un’intesa rispetto agli accordi sul clima di Parigi. Il tycoon si è detto “pronto a valutare tutte le possibilità” e di “star valutando da vicino la questione”.

In realtà la capacità di Trump di plasmare l’oratoria rispetto a chi lo ascolta è famosa e tendenzialmente le ultime dichiarazioni potrebbero essere considerate carta straccia.

Anche il toto-nomine getta benzina sul fuoco. Ora che ha vinto le elezioni, Trump sta considerando di nominare il consulente politico Myron Ebell a capo dell’EPA, l’Agenzia americana per la protezione dell’ambiente. Ebell non è un esperto come gli altri: è considerato «uno dei più noti scettici sul cambiamento climatico» e nel 2007 la rivista Vanity Fair lo ha definito «portavoce dell’industria del petrolio». Anche la possibile nomina di Sarah Palin a segretario degli Interni – e quindi ad amministratrice dei parchi nazionali di Yellowstone and Yosemite, tra gli altri – potrebbe avere delle dure conseguenze sulle politiche ambientali degli Stati Uniti: Palin è molto favorevole alle estrazioni di petrolio e gas naturale e in passato ha detto che i combustibili fossili sono «cose che Dio ha messo in questa parte del mondo perché l’umanità le usi».

Se gli Stati Uniti non dovessero rispettare l’accordo, l’equilibrio tra gli altri paesi firmatari ne risentirebbe: la Cina in particolare, in qualità di paese che inquina moltissimo, ha sempre detto che tocca anche agli Stati Uniti rispettare importanti impegni sulle emissioni inquinanti.

La partita non è chiusa, anzi forse non è mai stata così aperta. Cosa succederà nel futuro è difficile prevederlo ma dopo le elezioni di Trump tutto è possibile.

VIA | Ilpost.it

Open Access: quale strada in Horizon 2020?

Uno dei canali di disseminazione maggiormente utilizzato dal mondo accademico è la pubblicazione scientifica, che permette al ricercatore di diffondere i risultati di una propria ricerca nella comunità a cui afferisce.

La Commissione Europea, sempre sensibile ai temi della comunicazione e disseminazione dei risultati al fine di massimizzare l’impatto delle risorse pubbliche investite, ha deciso sin dal principio del programma di rendere disponibili in modalità accesso aperto – anche detto Open Access – le pubblicazioni scientifiche elaborate nell’ambito di progetti di ricerca finanziati da Horizon 2020. Read More

Antartide, alla ricerca del ghiaccio più antico del pianeta

Glaciologi e climatologi di dieci paesi europei cercano in Antartide il ghiaccio più antico sulla Terra. L’obiettivo è trovare il punto della calotta antartica dal quale estrarre la carota di ghiaccio che permetta di andare più indietro nella storia del pianeta. Tale archivio temporale permetterà di decifrare i processi del sistema climatico del passato, per migliorare le proiezioni su quelli futuri. La Commissione Europea finanzia il progetto ‘Beyond Epica – Oldest Ice’ (BE-OI) con 2,2 milioni di euro. Coordina l’istituto tedesco Alfred Wegener, Helmholtz Centre for Polar and Marine Research (Awi).

L’Italia partecipa nell’ambito del Programma nazionale di ricerca in Antartide (Pnra) finanziato dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca (Miur), è presente nel consorzio con l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (Enea) e l’Università di Bologna. Sono coinvolti scienziati di università italiane (Ca’ Foscari Venezia, Firenze e Milano-Bicocca), dell’Istituto per la dinamica dei processi ambientali del Consiglio nazionale delle ricerche (Idpa-Cnr) e dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Trovare ghiaccio di un milione e mezzo di anni fa. È questo l’obiettivo di ‘Beyond Epica – Oldest Ice’ (BE-OI). Per dare l’idea, si pensi che il campione di ghiaccio più antico oggi disponibile risale a 800mila anni fa. Tali carote di ghiaccio contengono particelle di aria che risalgono al momento della loro formazione. Analizzate in laboratorio, rivelano la composizione dell’atmosfera del passato. Read More

FAIR data management: best practices and open issues

Il prossimo 14 e 15 Novembre si terrà a Firenze il workshop “FAIR data management: best practices and open issues”. RDA National Event in Italy” sulla condivisione, il riuso e la riproducibilità dei dati della ricerca, con particolare attenzione ad alcuni ambiti scientifici e alle infrastrutture di ricerca ad essi correlate.

Obiettivo dei due giorni: far conoscere meglio in Italia le attività di  RDA- Research Data Alliance   e al medesimo tempo riflettere sulle sfide politiche, socio-culturali, legali, tecniche e tecnologiche legate al riuso e alla riproducibilità dei dati della ricerca, alla luce dei principi definiti nell’acronimo FAIR (Findable, Accessible, Interoperable Riusable), lanciati dalla Data FAIRport initiative e di recente adottati nelle nuove linee guida della Commissione europea in materia di gestione dei dati nei progetti finanziati da Horizon 2020. Read More

La conoscenza rafforza gli imprenditori del settore agroalimentare in un mondo sempre più competitivo

Attualmente in Europa le piccole e medie imprese (PMI) operanti nel settore agroalimentare hanno la necessità di reinventarsi per continuare ad essere redditizie. Il magazine online gratuito Taste of Science aiuta gli imprenditori del settore informandoli sui nuovi trend e sugli ultimi sviluppi in tema di conoscenze scientifiche e progresso tecnologico, potendo così ottenere nuovi spunti sulle opportunità di innovazione e crescita.

“La produzione agrolimentare è messa alla prova dalla globalizzazione, dalla scarsità di risorse e dal cambiamento della domanda. Con un occhio di riguardo al gusto e alla sicurezza alimentare, i consumatori (attualmente ?) vogliono/desiderano che il cibo racconti loro una storia/un’esperienza, abbia degli ingredienti naturali e sia preparato secondo procedimenti trasparenti e sostenibili. Taste of Science propone soluzioni che ispirino e consentano ai produttori – come panifici, caseifici, salumifici, ecc – di rispondere a queste richieste”, ha affermato Jeroen Knol, caporedattore della rivista. Read More

European Innovation Council: grande successo dell’iniziativa “call for ideas”

Sono stati pubblicati i primi risultati della call for ideas che il Commissario per la ricerca, la scienza e l’innovazione Carlos Moedas ha lanciato alla Conferenza annuale Science | Business a Bruxelles per capire il punto di vista dei diversi stakeholders in merito alle questioni che un Consiglio europeo per l’innovazione potrebbe affrontare. Alla richiesta gli intervistati hanno identificato come priorità da affrontare: “colmare le lacune per l’innovazione dirompente e lo scale-up”, “semplificare l’accesso” e “fornire consulenza strategica per migliorare l’ambiente di innovazione”.

Una prima analisi mostra che oltre l’80% degli intervistati è d’accordo o fortemente d’accordo sul fatto che la mancanza di innovazione dirompente da inserire nel mercato rappresenti un ostacolo alla crescita in Europa. Molti hanno commentato che anche se vi è una ricchezza di buone idee e persone qualificate, nonchè promettenti start-up, le aziende stanno lottando per upscaling. Read More

Il sesso delle piante

L’altro giorno mia moglie mi ha raccontato della figlia della collega di lavoro che le ha chiesto quale fosse il sesso delle piante. In effetti agli occhi di un bambino per assonanza linguistica un pero potrebbe essere maschio mentre una pianta di rosa femmina.

Nel mondo vegetale le cose sono un po’ differenti rispetto al mondo animale.  Fondamentalmente distiguiamo due tipi di piante: le piante monoiche e quelle dioiche. Read More

JRC Open Day 2016

Sei sempre stato curioso di sapere come lavorano i laboratori di ricerca della Commissione europea? Allora il prossimo 28 Maggio non puoi mancare. La sede di Ispra (VA) del Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione europea aprirà ancora una volta le sue porte al pubblico in occasione dell’Open Day, che per quest’occasione avrà come tema “Dare un senso alla scienza”.

Questo straordinario evento è aperto a tutti e la partecipazione è totalmente gratuita (è necessaria solo la registrazione).

Sarà possibile visitare i laboratori, assistere a dimostrazioni scientifiche, partecipare agli esperimenti e in più incontrare di persona scienziati e ricercatori di tutta Europa: il programma è ricchissimo, prevede oltre 80 attività adatte a tutti, dai bambini agli adulti. Read More

E’ Carlo Doglioni, il nuovo presidente dell’INGV

Carlo Doglioni, ordinario di geologia presso La Sapienza di Roma, sarà il nuovo presidente dell’INGV. Nato a Feltre nel 1957, Carlo Doglioni ha conseguito la laurea in Geologia presso l’Università di Ferrara ed è docente ordinario di Geodinamica presso l’Università Sapienza di Roma. Già presidente del consiglio scientifico del Progetto Strategico Crosta Profonda (CROP) del CNR e della Società Geologica Italiana, è membro del Comitato Geologico Nazionale del Servizio Geologico d’Italia. È autore della mappatura delle asimmetrie tettoniche globali e di un nuovo modello della geodinamica terrestre. È socio dell’Accademia Nazionale dei Lincei.
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L’educazione civica, questa sconosciuta

Ieri mattina, compresso nell’autobus che mi porta a lavoro, guardavo la vita scorrere dai finestrini e, a un certo punto, la mia attenzione è stata attratta da un uomo. Robusto, in camicia, sulla sessantina, con grande disinvoltura ha gettato alcuni rifiuti di plastica dentro la campana del vetro.

Dopo aver placato un moto di irritazione, pensando agli sforzi che faccio per una corretta differenziata, ho cominciato a riflettere. Probabilmente quell’uomo è stato ed è un modello per i giovani (figli, nipoti) che gli stanno intorno. E che, molto più frequentemente di quanto possiamo immaginare, la famiglia è un ricettacolo di cattive abitudini. Sono arrivato alla prima conclusione, magari banale, che l’insegnamento di alcune cose che formano i comportamenti di tutti noi dovrebbe essere demandato alla scuola (addirittura dell’infanzia) più che al gruppo familiare. E poi sono andato ancora oltre nelle mie elucubrazioni (il viaggio in autobus è molto, molto lungo!) e mi sono chiesto se l’educazione civica sia ancora tra le materie insegnate a scuola. Ho controllato, ora, tra qualche programma e gli annunci politici, e non se ne fa menzione. Se non c’è, come credo, non sarebbe una cattiva idea reintrodurla. Read More

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Matteo Di Rosa

scienza, comunicazione e finanziamenti

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