La TV Svizzera affronta il tema dei vaccini con qualche interferenza italiana

Venerdì 10 novembre il programma Patti Chiari della Radiotelevisione Svizzera si è occupato di vaccinazioni e antivaccinismo. Il sondaggio online legato alla trasmissione ha subìto le interferenze degli antivaccinisti italiani, ma comunque rivela che il 19% degli svizzeri partecipanti al sondaggio è contrario all’attuale calendario vaccinale.La puntata e il materiale informativo di supporto sono disponibili…

via La Tv svizzera affronta il tema dei vaccini — Il Disinformatico

Registrati all’infoday Climate Action, Environment, Resource Efficiency and Raw Materials 2018-2020, 29 Novembre a Roma

Il 29 novembre a Roma, presso la sede dell’INGV (Via di Vigna Murata, 605), si svolgerà la Giornata nazionale di lancio del nuovo Work programme SC5: Climate Action, Environment, Resource Efficiency and Raw Materials 2018-2020.
L’nfoday organizzato da APRE per conto del MIUR e in stretta collaborazione con il Prof. Carlo Barbante, Rappresentante della Configurazione specifica e con la partecipazione dei Funzionari della Commissione Europea prevede al centro della giornata la presentazione dei topic delle due call principali Building a low-carbon, climate resilient future: Climate action in support of the Paris Agreement e Greening the economy in line with the Sustainable Development Goals (SDGs) con un finanziamento per il solo 2018 di 361 milioni di euro.

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EMFF Info Day: 14,5 milioni di euro per un’economia blu sostenibile

Per chi studia il mare ed in particolare il mar Mediterraneo c’è un’opportunità di finanziamento da non sottovalutare.  Il prossimo 9 novembre si terrà a Bruxelles la giornata informativa dei bandi lanciati nell’ambito dello European Maritime and Fisheries Fund. Con un budget totale di 14,5 miliardi di euro, le call avranno l’obiettivo di accelerare l’implementazioni delle policy europee sul mare e lo sviluppo dell’economia blu in Europa e nel Mediterraneo.

EMFF Info Day - Sustainable Blue Economy

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Pubblicazione Draft Work Programme 2018-2020 “Climate action, environment, resource efficiency and raw materials”

La Commissione Europea ha recentemente pubblicato il draft del Work Programme 2018-2020 “Climate action, environment, resource efficiency and raw materials”. Le ragioni di una pre-pubblicazione risiedono nella volontà di fornire ai potenziali partecipanti quelle che probabilmente saranno le caratteristiche principali del bando, ma le ricordiamo che solo la versione definitiva del Work Program avrà valore legale.

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Giornata Nazionale di Lancio dei Bandi H2020 2018-20 SC2 – 31 ottobre 2017, Roma

Il 31 ottobre a Roma, presso la sede del CREA (Via Bertero 22), si svolgerà la Giornata Nazionale di lancio del nuovo Work programme SC2: Food Security, Sustainable Agriculture and Forestry, Marine, Maritime and Inland Water Research and the bioeconomy 2018-2020. Al centro della mattinata le tre Call tematiche per il triennio 2018-2020, ultimo nella programmazione H2020 con un finanziamento previsto di quasi 400 milioni di euro per il solo 2018. Nel pomeriggio una ricca sessione dedicata al networking per ricercatori e imprese.
La Giornata, organizzata da APRE per conto del MIUR e in stretta collaborazione con il Prof. Fabio Fava, Rappresentante della Configurazione specifica e con la partecipazione dei Funzionari della Commissione Europea, ha l’obiettivo di presentare e discutere i nuovi topic contenuti nel Work Programme (WP) 2018-2020 per la Sfida Sociale 2.  Il nuovo WP sarà pubblicato il 27 ottobre 2017 e sarà organizzato secondo tre call tematiche:
  • SFS – Sustainable Food Security – oltre 218 milioni di € per il 2018
  • BG – Blue Growth– 77,5 milioni di € previsti per il 2018
  • RR – Rural Renaissance– circa 102 milioni di € per il 2018
Il programma della Giornata
La Giornata informativa, sarà divisa in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana.

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Per la Commissione europea l’economia circolare resta un’importante leva per la crescita

Ridurre, riusare e riciclare… seguendo questi tre principi, l’economia circolare offre alla società un nuovo modello per produrre e consumare differentemente rispetto al passato. Questo approccio rivoluzionario combina innovazione e crescita virtuosa ed è fortemente finanziato dalla EC anche attraverso Horizon 2020. La prima definizione di Economia Circolare risale al 1976. In una rapporto presentato alla Commissione europea, dal titolo “The Potential for Substituting Manpower for Energy”, Walter Stahel e Genevieve Reday delinearono la visione di un’economia circolare e il suo impatto sulla creazione di posti di lavoro, risparmio di risorse e riduzione dei rifiuti. La ricerca venne pubblicata nel 1982 nel libro Jobs for Tomorrow: The Potential for Substituting Manpower for Energy. Negli ultimi anni il termine è divenuto sempre più comune e l’espressione fa riferimento sia a una concezione della produzione e del consumo di beni e servizi alternativa rispetto al modello lineare (ad esempio attraverso l’impiego di  fonti energetiche rinnovabili in luogo dei combustibili fossili), sia al ruolo della diversità come caratteristica imprescindibile dei sistemi resilienti e produttivi. Attualmente, la maggior parte della nostra economia è ancora lineare e si basa su materie prime, risorse naturali ed energie fossili che una volta utilizzate vanno perse per sempre. Difatti il nostro sistema produttivo prevede l’estrazione della risorsa, l’utilizzo della stessa per realizzare un prodotto, successivamente questo prodotto viene utilizzato per poi trasformarlo in rifiuto quando non più utilizzabile. In un contesto di economia circolare invece il processo cambia. Si cerca di dare il maggior valore possibile alla materia prima e per farlo cambia il modo in cui viene disegnato e realizzato il prodotto. L’obiettivo è minimizzare l’input nel sistema di nuova materia prima e minimizzare la produzione di rifiuto non riciclabile. Per fare in modo che questo funzioni, è essenziale però che tutti gli attori, inclusi i consumatori, sono coinvolti in tutte le fasi della vita di un prodotto: dal suo design (eco-design) alla gestione del rifiuto o alla riparazione e riuso. Il concetto di Economia Circolare però non si applica solo alla produzione di un bene ma anche in altri contesti come per esempio l’utilizzo di una risorsa. Immaginiamo per esempio come l’acqua usata per l’irrigazione delle piante possa essere resa di nuovo disponibile dopo una fase di depurazione o riciclo per altri fini e rimessa quindi in ciclo. Continua a leggere su APRE Magazine.

Scienza, finanziamenti e sporadici off-topic